"Siamo obbligati ad avere un canale di whistleblowing?" È una delle prime domande che si pongono amministratori, HR e consulenti quando sentono parlare del D.Lgs. 24/2023. La risposta dipende da pochi elementi: il numero medio di lavoratori, l'adozione di un modello 231, il settore di attività e la natura pubblica o privata dell'ente.
In questa guida vediamo chi rientra nell'obbligo, come ragionare sulla soglia dei 50 lavoratori, cosa succede a chi resta sotto la soglia, quali erano le scadenze di adeguamento e quali sanzioni sono previste. Se vuoi prima ripassare le basi, parti da cos'è il whistleblowing e cosa prevede il D.Lgs. 24/2023.
Chi è obbligato ad avere il canale di segnalazione
Il D.Lgs. 24/2023 individua quattro gruppi di soggetti che devono istituire un canale interno di segnalazione. Basta rientrare in uno solo di questi gruppi perché l'obbligo si applichi.
| Soggetto | Obbligo di canale interno | Nota |
|---|---|---|
| Enti privati con almeno 50 lavoratori | Sì | Conta la media dei lavoratori nell'ultimo anno |
| Enti con modello organizzativo 231 | Sì | Anche con meno di 50 lavoratori |
| Settori sensibili | Sì | Ad esempio servizi finanziari, sicurezza dei trasporti, tutela dell'ambiente |
| Pubbliche amministrazioni | Sì | Indipendentemente dalla dimensione |
Il caso più frequente è quello dell'azienda privata che supera la soglia dei 50 lavoratori. Ma non è l'unico: una piccola società che ha adottato un modello 231 o che opera in uno dei settori sensibili è comunque tenuta ad attivare il canale, anche con pochi dipendenti.
Un esempio pratico
Pensiamo a tre aziende. La prima ha in media 70 lavoratori: è obbligata. La seconda ne ha 20, ma ha adottato un modello 231: è obbligata anche lei. La terza ha 20 lavoratori, nessun modello 231 e non opera in settori sensibili: non è obbligata, ma può comunque scegliere di attivare il canale.
Come si calcola la media dei lavoratori
La soglia non si riferisce al numero di dipendenti di un giorno preciso, ma alla media dei lavoratori nell'ultimo anno. In termini generali, significa guardare all'andamento dell'organico nel corso dell'anno, e non solo alla fotografia di oggi.
Per orientarti puoi seguire alcuni passaggi:
- Raccogli i dati sull'organico dell'ultimo anno, mese per mese.
- Verifica quali tipologie di rapporto di lavoro rientrano nel calcolo per la tua realtà.
- Calcola la media e confrontala con la soglia dei 50 lavoratori.
- Ripeti la verifica periodicamente, perché l'organico può cambiare nel tempo.
Il calcolo può diventare complesso con contratti stagionali, part-time o organici molto variabili. Nei casi dubbi è bene rivolgersi a un consulente del lavoro o a un legale, che può valutare la situazione specifica dell'azienda.
Cosa succede sotto i 50 dipendenti
Un ente privato con meno di 50 lavoratori in media, senza modello 231 e fuori dai settori sensibili, non ha l'obbligo di istituire il canale interno previsto dal D.Lgs. 24/2023.
Questo non impedisce di attivarlo volontariamente. Alcune aziende lo fanno per offrire a dipendenti e collaboratori un modo sicuro per segnalare problemi, oppure perché lo richiedono clienti o partner. In questi casi è utile scegliere fin dall'inizio uno strumento che consenta di gestire le segnalazioni in modo ordinato e riservato.
Quando conviene rifare la verifica
- Quando l'organico cresce e si avvicina ai 50 lavoratori.
- Quando l'azienda adotta un modello organizzativo 231.
- Quando l'azienda inizia a operare in uno dei settori sensibili.
Le scadenze di adeguamento
Il D.Lgs. 24/2023 ha previsto due scadenze per l'adeguamento degli enti privati:
- 15 luglio 2023 per gli enti con 250 o più dipendenti;
- 17 dicembre 2023 per gli enti tra 50 e 249 dipendenti.
Sono scadenze ormai passate: chi rientra nell'obbligo dovrebbe quindi già avere un canale attivo. Se la tua azienda non l'ha ancora fatto, o ha superato la soglia solo di recente, è il momento di intervenire.
Le sanzioni ANAC
L'ANAC può applicare sanzioni amministrative da 10.000 a 50.000 euro. Tra le situazioni sanzionabili ci sono:
- la mancata istituzione dei canali di segnalazione;
- l'adozione di procedure non conformi;
- la mancata verifica delle segnalazioni ricevute.
Avere un canale "sulla carta" non basta: servono una procedura adeguata e una gestione effettiva delle segnalazioni, con avviso di ricevimento entro 7 giorni e riscontro entro 3 mesi.
Cosa fare adesso: 5 passi
- Verifica se sei obbligato: controlla media dei lavoratori, modello 231, settore e natura dell'ente.
- Scegli il gestore del canale: una persona o un ufficio interno, oppure un soggetto esterno autonomo e formato.
- Scrivi la procedura: chi può segnalare, come, entro quali tempi viene gestita la segnalazione e come vengono trattati i dati.
- Informa le rappresentanze sindacali: il canale interno si attiva dopo una comunicazione alle rappresentanze o organizzazioni sindacali.
- Attiva lo strumento: scegli una piattaforma che consenta segnalazioni scritte e gestisca i tempi. Per orientarti leggi come scegliere un software whistleblowing.
Con il software whistleblowing Whisper puoi attivare un canale di segnalazione online con template di procedura e informativa privacy già pronti.
Checklist rapida per la verifica
- Ho calcolato la media dei lavoratori dell'ultimo anno?
- L'azienda ha adottato un modello organizzativo 231?
- L'azienda opera nei servizi finanziari, nella sicurezza dei trasporti o nella tutela dell'ambiente?
- L'ente è una pubblica amministrazione?
- Ho conservato traccia della verifica, per poterla ripetere e mostrare in futuro?
Se la risposta è sì anche a una sola delle prime quattro domande, l'azienda rientra nell'obbligo e deve attivare il canale interno.
Domande frequenti
Chi è obbligato ad avere un canale whistleblowing?
Gli enti privati con una media di almeno 50 lavoratori nell'ultimo anno, gli enti con modello organizzativo 231 anche sotto i 50, alcuni settori sensibili e le pubbliche amministrazioni.
Come si calcola la soglia dei 50 dipendenti?
Si considera la media dei lavoratori nell'ultimo anno, non il numero di un singolo giorno. Nei casi dubbi è bene rivolgersi a un consulente.
Un'azienda con meno di 50 dipendenti deve avere il canale?
Solo se ha un modello organizzativo 231 o opera in un settore sensibile. Altrimenti non è obbligata, ma può attivarlo volontariamente.
Quali erano le scadenze di adeguamento?
Il 15 luglio 2023 per gli enti con 250 o più dipendenti e il 17 dicembre 2023 per quelli tra 50 e 249.
Quali sono le sanzioni?
L'ANAC può applicare sanzioni da 10.000 a 50.000 euro, tra l'altro per mancata istituzione dei canali, procedure non conformi o mancata verifica delle segnalazioni.
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Informazioni di carattere generale, non costituiscono consulenza legale: verifica la tua situazione con un professionista e consulta le ultime Linee Guida ANAC.




